BOOKS ON TAPE

cassette & LP

ecco qui il primo della serie di temi. oggi tocca ai 33 giri e alle cassette che, nell’era del digitale, ritrovano nuove funzioni in: portamonete, libri, collane, spille, borse.
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suicidal
, una boutique francese che produce in edizione limitatissima accessori vintage, dal mood rock.
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la fantastica italiana marcella foschi, con le sue cassette-wallet (dai beatles a cristina d’avena) che hanno spopolato al 100% design tokio 2006 con designboom.
 
 le cassette come valide copertine dei quaderni. molto particolare è anche la rilegatura.
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da supermandolini™ la boutique on-line di due graphic designer di Salonicco (in Grecia), le cassette vengono riprodotte in miniatura e diventano simpatiche pins.
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e infine, ma altrettanto originali, questi frammenti di LP, da “the birds in the meadow”, diventano collane.


BOOKS ON TAPE

Old cassette tapes find new life with her recycled books, as the tapes are formed into super cute pocket-sized journals. Each one is unique, with different interior paper, bindings, back covers, and of course, tapes.










































 Cassette Wallet






























ANDY E IL CINEMA

L'attitudine alla ripetizione del soggetto e alla sua glorificazione e al contempo demistificazione sembra sorgere in Warhol addirittura nell'infanzia: il fratello John racconta la sua insistenza per ottenere un proiettore all'età di otto anni.
Giocando con l'oggetto il piccolo Andy pare si divertisse a proiettare per ore sulle pareti di casa il medesimo film di Mickey Mouse. 
Il suo interesse per il video riesplose nel 1963 quando era un'artista in ascesa della scena Pop newyorkese.





Andy Warhol. Screen Test: Allen Ginsberg (1966). 16mm film (black and white, silent). 4 min. at 16fps. @ 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy of The Andy Warhol Museum.








Andy Warhol. Screen Test: Nico (1965). © 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy of The Andy Warhol Museum.




















Warhol oltre a fondare e definire i limiti di una nuova estetica riuscì a mostrare all'America l'artificialità del suo cinema, strappando il pubblico da una visione puramente contemplativa anche grazie a immagini e proiezioni inusuali: paradossalmente il perfezionamento delle sue capacità tecniche e filmiche lo avvicinarono al cinema hollywoodiano, che era sin dall'inizio l'evidente soggetto della sua critica.




ANDY E IL CINEMA

 L'artista dal 1963, unitosi al movimento underground, rivoluzionò anche il cinema tornando alle sue origini tecniche, ponendosi in aperto contratso con il tradizionale cinema hollywoodiano. 












Operando nella Factory, officina newyorkese di lavoro collettivo, ripercorse con sensibilità modernissima e provocatoria le tappe dell'“invenzione” scientifica, riproponendo un cinema “primitivo”, esasperato in inquadrature fisse, cinepresa statica, assenza di montaggio, pellicola muta e bianconera, metraggio abnorme (ripresa fissa per sei ore di un uomo che dorme in Sleep, 1963; otto per Empire, 1964, in cui viene ripresa l'immagine fissa del grattacielo dalla sera fino alla mattina del giorno dopo) e con attori tecnicamente non preparati. Alla parola sostituì l'eloquenza del corpo, dei suoi atti fisiologici e sessuali ( Kiss, 1963, in cui N. Levine bacia numerosi uomini per 50 minuti, Eat, 1964,Blow Job e Couch, 1964). Ai divi della morta Hollywood trasfigurati nelle sue serigrafie ha opposto “cavie viventi” ribattezzate Superstars.















Andy Warhol. Screen Test: Baby Jane Holzer (1964). 16mm film (black and white, silent). 4 min. at 16fps. © 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy of The Andy Warhol Museum.

Procedendo in una nuova ricerca spazio-temporale, senza montaggio, senza colore, suono (che compare nelle sue pellicole nel 1964, anno in cui ottiene dal Film Culture Magazine il premio per il miglior film indipendente) e movimenti di macchina, con l'uso del piano-sequenza (l'azione si svolge quasi sempre fuori-campo), ricreando con un metodo narrativo originale una nuova Hollywood domestica, servendosi progressivamente dei mezzi più moderni, in ampia sperimentazione (sonoro, colore, obiettivi variabili, movimenti di macchina, schermo espanso), ha fotografato i suoi personaggi (drogati, invertiti, travestiti) impassibilmente negli atti quotidiani, anche intimi. My Hustler(1965), The Chelsea Girls (1966), The Nude Restaurant (1967, in cui Viva, la protagonista dei suoi film, è nuda in un ristorante e satireggia sui problemi delle donne della media classe americana), Lonesome Cowboys e Blue Movie (1968) fecero scandalo, non tanto per la novità del nuovo modo di vedere, quanto per ciò che era visto, soprattutto in materia di sesso, e portarono a una svolta commerciale quel cinema tendenzialmente pornografico e kitsch nato segretamente e divenuto conosciuto per lo shock provocato nella società. Dopo il ferimento subìto da V. 











Andy Warhol. Screen Test: Lou Reed (1966). 16mm film (black and white, silent). 4 min. at 16fps @ 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy of The Andy Warhol Museum.

Solanas nel 1968 (che sarà anche il tema del film Ho sparato a Andy Warhol), W. abbandona formalmente il cinema pur continuando a dirigere la Factory. Di tale svolta si fece animatore, per conto di W. e della Factory ormai tramutata in industria, il regista Paul Morrissey (1941), che con una trilogia dai titoli secchi ( Flesh, 1968; Trash, 1970; Heat, 1972) incorporò la crudezza in un discorso quasi hollywoodiano, e coi due ultimi film ( I rifiuti di New York e Calore) riuscì ad arrivare, come il suo protagonista Joe Dallesandro, anche in Italia. Qui nel 1977 si è visto anche, ideato e prodotto da W. pure se firmato da un altro regista, il film Il male, una commedia dell'orrore. Il gruppo di cineasti che W. aveva creato si dissolve dopo la sua morte. I suoi film sono realmente confromi all'estetica del pittore, in cui la ripetizione seriale nega il concetto stesso del tempo e dello spazio, senza inizio e fine e senza un luogo d'azione preciso e definito.




La serigrafia è un’arte? Da Andy Warhol alla fotografia digitale, un racconto “contemporaneo” in mostra a Berlino


Ci si chiede ancora oggi se la fotografia sia o meno arte, se possa essere collocata tra le Muse o rimanere tra le quinte teatrali dello spettacolo immaginario definito “arte contemporanea”. Tanto più accade per quella tecnica artistica definita “serigrafia” ovveroil termine che deriva dal latino “seri” (seta) e dal greco “grapho” (scrivere), proprio perchè questa tecnica si basa sulla stampa di immagini su qualsiasi supporto o superficie mediante l’uso di un tessuto, in antichità la seta, facendo depositare dell’inchiostro su un supporto attraverso le aree libere del suddetto tessuto.










Il re di tutto ciò fu negli anni Sessanta Andy Warhol che traferisce le immagini del consumo di massa in altrettante opere dal consumo di massa come la serigrafia che per l’appunto può far si che un’opera d’arte sia riprodotta all'infinito. 



HANDEMADE BOOKS

500 Handmade Books: Inspiring Interpretations of a Timeless Form






ESEMPI DI HANDMADE BOOKS













FONTI : http://ceciliapolidoridesignallievi3.blogspot.com..
http://www.google.it/search...
IDEE PER IL BOOK


L'opera artistica di Warhol         
Marylin Monroe
POSSO RACCHIUDERE QUESTO ESTRO ARTISTICO IN UNA CORNICE
UNA CORNICE PORTAFOTO


VARI TIPI DI CORNICI PORTAFOTO






TADAO ANDO

LA CHIESA DELLA LUCE











"Penso che l'architettura sia uno spunto per percepire e considerare la propria esistenza"




PROGETTO PER IL MUSEO MARITTIMO DI ABU DHABI




IL RAPPORTO TRA L'UOMO E LA NATURA
Come appare da molti progetti di questo periodo, l'architetto giapponese intraprende una riflessione sul contesto naturale e culturale in cui l'architettura si inserisce: essa è chiamata a interpretare il "genius loci"


FABRICA PER BENETTON A TREVISO, ITALIA



















MEDITATION SPACE A PARIGI, FRANCIA

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Da Hiroshima a Parigi
L'area circostante il monumento, pavimentata con le pietre provenienti da Hiroshima, la luce naturale che penetra dall'alto, la mole imponente della costruzione: tutti questi elementi rendono il Meditation Space un luogo di grande valore simbolico.









Fondazione Langen  HOMBROICH NEUSS, GERMANIA























Geometrie e Natura
Le forme geometriche dell'edifico, che all'esterno si specchiano nel bacino d'acqua artificiale, sono riproposte anche nelle sale interne.




FONTI : http://www.flickr.com/photos/klaasfotocollectie/4713972066/
http://da-beer.blogspot.com/2008/06/unesco-meditation-space-tadao-ando.html
http://www.memaran.info/ando/40.htm